Archive for February, 2008

Musica in Ospedale 2005-2008 un Progetto sostenuto dalla Regione Lazio

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Saper coniugare il senso di due parole, musica e ospedale, significa saper conferire un significato morale ed umano ad un contesto esistenziale, spesso drammatico e frustrante, servendosi della musica come linguaggio che rasserena, consola e allevia la sofferenza, molto più di quanto possano fare le parole.
L’esperienza che dal 2005 viene condotta all’interno del Reparto di Radioterapia dell’Ospedale S.Camillo De Lellis di Rieti, si colloca all’interno di un Progetto di Umanizzazione dell’assistenza sanitaria che cerca, attraverso una pluralità di iniziative, di conferire alla comune immagine sociale della ospedalizzazione, le caratteristiche della promozione culturale e della socialità intensamente vissuta in un contesto di cura.
L’impegno degli operatori che lavorano nella Struttura ospedaliera reatina, primario, dirigenti medici, tecnici, infermieri, delle Associazioni di Volontariato, tra cui l’ALCLI Giorgio e Silvia, dell’Associazione di Antonio e Sandro Sacco, “Musikologiamo”, è la testimonianza di un forte sentimento di solidarietà e altruismo ed è l’esempio di come si possa superare l’asetticità dei rapporti interpersonali che troppo spesso fanno dell’ospedale un luogo alienante.
Ho voluto assistere a molti degli eventi musicali organizzati nel Reparto di Radioterapia, e debbo dire che l’esperienza vissuta, ogni volta, è andata ben oltre il dovere istituzionale di rappresentanza che pure mi competeva; non solo l’alto livello qualitativo dell’offerta musicale ma ancor più il contesto in cui l’evento si collocava, ha sempre suscitato in me un profondo coinvolgimento emotivo e una completa adesione e compartecipazione ad un’iniziativa di alto spessore culturale e sociale.

Al di là del benessere psico-fisico che l’evento musicale può generare nei pazienti, l’iniziativa ha certamente una forte valenza per il grado di integrazione che si registra tra gli operatori, i pazienti, i loro familiari e persone esterne non direttamente coinvolte dal caso clinico. La Musica in ospedale non è, dunque, fine a se stessa, ma uno strumento per riportare all’attenzione dei soggetti che operano nelle strutture ospedaliere quel concetto di Umanizzazione di cui si parla molto ma con risultati non sempre visibili, se non assenti.

Le richieste che oggi gravano sugli ospedali sono sempre più concentrate sugli standard di produttività, in un’ottica di management budgetario, mentre si trascura il principio fondamentale che è alla base dell’efficienza e cioè il connubio indissolubile tra professionalità ed umanità.

Si deve allora auspicare che possano trovare larghi spazi e nuove opportunità , non solo le iniziative di Musica in Ospedale, ma ogni altro modello di iniziativa culturale in grado non solo di mutare positivamente la rete di relazioni all’interno dell’Ospedale ma di stabilire scambi e interazioni tra l’ambiente ospedaliero e l’ambiente esterno, affinché si sviluppi una sensibilità e una percezione diffusa a considerare l’Ospedale non solo come luogo di cura e di sofferenza ma come ambiente di cultura e di incontro.

On. Anna Maria Massimi (vedi foto)
Consigliere Regionale (Regione Lazio)

Add comment February 27th, 2008

Musica in ospedale 2005-2008

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Dal 2005 è iniziata la realizzazione all’interno del Reparto di Radioterapia dell’Ospedale S.Camillo de Lellis di Rieti un Progetto di Umanizzazione dell’assistenza sanitaria in Oncologia avente l’obiettivo di sostenere i pazienti affetti da tumore e le loro famiglie. Il progetto, attraverso la creazione di percorsi protetti , eventi , situazioni. aveva lo scopo di rendere agevole l’approccio dei pazienti ad una realtà a volte dura e alienante come un Ospedale. A tale progetto nel Dicembre 2005 è stato assegnato da parte della Agenzia di Sanità Pubblica del Lazio con il patrocinio della Regione Lazio e del Ministero della Salute, il “Premio Regionale Eccellenza in Sanità”. Un prestigioso riconoscimento che ha premiato oltre agli operatori e lo staff della Struttura, anche l’impegno di Associazioni come l’ALCLI Giorgio e Silvia, Enti e soggetti privati che hanno creduto fortemente alla valenza solidaristica del progetto stesso.
Avevo da molto tempo in animo la realizzazione di questo progetto, fin dai tempi della mia attività universitaria svolta per oltre 20 anni in un megaospedale come il Policlinico Umberto 1° di Roma.
In quella megastruttura, da studente di medicina ebbi modo di conoscere la vicenda di Gigi Ghirotti, un giornalista della Stampa e Corriere della Sera affetto da tumore che durante la sua degenza con una specie di corrispondenza giornaliera scrisse le sue “lettere dalla malattia”. Quegli scritti mi segnarono in maniera indelebile. “…non c’è un parlatorio, un quadro, una TV, non cè spazio per ascoltare musica; tutte cose banali ogni giorno facciamo anche in maniera annoiata. Tutto uguale, tutto grigio, tutto negato. L’idea che in un ospedale si possa continuare o sviluppare una vita comunitaria sembra non appartenere né al pensiero sanitario né alla tradizione architettonica italiana. Insomma gli ospedali si fanno standosene al di fuori dei malati e della malattia…risultato: sono scomparso come ammalato e mi sono trasformato in malattia…. ”
Erano e sono parole forti. Da allora, erano gli anni ’70, poco è cambiato.
Quando abbiamo iniziato a lavorare a questo progetto, avevamo bene in mente queste parole.
Molti erano gli scettici ma ero sicuro della validità del lavoro che ci attendeva.
Il momento musicale era un aspetto fondamentale del progetto.
L’incontro con Antonio Sacco, Sandro Sacco e l’Associazione Culturale “Musikologiamo” è stato naturale, quasi scontato. “Musica in Ospedale” era pronto praticamente da sempre ed aspettava solo di essere
inserito in un contesto importante. L’Oncologia è un contesto importante. La musica all’interno di un Ospedale rappresenta un modo di sanare la frattura tra la vita quotidiana e l’ospedalizzazione di soggetti estremamente deboli sia psicologicamente che fisicamente. Ciò è particolarmente vero in Reparti ad alto contenuto tecnologico come la radioterapia.
Gradualmente il progetto è stato allargato a pazienti ambulatoriali, familiari ed operatori ospedalieri. Un modo di vivere l’Ospedale non solo dal punto di vista assistenziale ma anche come estensione e parte integrante di un territorio e di una comunità piccola come Rieti.. Con Concerti organizzati quasi mensilmente nella grande hall dell’accettazione all’interno del Reparto e con varie animazioni musicali si è cercato di evocare emozioni e nuove forme di comunicazione, favorendo cosi anche la socializzazione degli individui attorno a eventi culturali. Gruppi musicali anche importanti, sotto l’oculata regia di Antonio Sacco, si sono sempre esibiti alla presenza di un foltissimo pubblico.
Personalità della cultura, della politica, della società civile partecipano sempre appoggiando concretamente “l’idea” con commenti lusinghieri e con incoraggiamenti a proseguire su questa strada. Questo straordinario messaggio musical/culturale è stato oggetto di attenzione da parte di studenti universitari impegnati in tesi di laurea in Psicologia e sociologia.
Tutto ciò ci rende orgogliosi e ci sprona ad esplorare nuove vie sempre tese verso l’obiettivo di dare una Sanità umanizzata e a misura d’uomo ove scompaia il paziente ed emerga la persona.

Mario Santarelli
Primario Reparto di Radioterapia Oncologica Ospedale S.Camillo de Lellis Rieti

Add comment February 23rd, 2008

Su Jamendo il Vol.6 di Antonio Sacco

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Esce oggi il nuovo album di Antonio Sacco (www.antoniosacco.com), dal titolo THE TRIBAL SIN VOL.6-BE I? BEE EYE, pubblicato su

Jamendo : Free music

e fruibile a tutti.

  

Buon Ascolto.

Musikologiamo (copyright 2008)

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