Archive for November, 2010

Jazzid Area Festival 2010-Concerto di Venerdì 26 Novembre 2010 dedicato al M° Franco Rovesti

“Per Franco Rovesti la cultura, nel senso più ampio del termine, fu l’alimento del suo spirito. In particolare, la musica e la pratica del flauto lo impegnarono sin da giovinetto, secondo una tradizione della famiglia materna. Franco era nato a Pavullo nel Frignano, in provincia di Modena, nel 1942. Un malevolo destino lo privò dell’uso delle gambe all’età di quattro anni. Seguì tutta la vita gli spostamenti dei genitori nelle località in cui c’era un aeroporto per l’attività volovelistica del padre Plinio. Mamma Rosetta suonava il piano e il nonno materno, flautista per diletto a Varese, lo stimolò ancora piccolo a dedicarsi allo studio dello strumento a fiato. Ma fu in provincia di Córdoba, in Argentina, che Franco tredicenne ebbe i primi insegnamenti da un flautista dilettante calabrese.
Al rientro in Italia, a Roma, gli fu offerta la grande opportunità di prendere lezioni private dal Maestro Arrigo Tassinari, docente di flauto traverso al Conservatorio di Santa Cecilia e in precedenza attivo alla Scala nel periodo della direzione Toscanini. Tassinari, capace di esercitare una influenza notevole sulle nuove generazioni di flautisti (tra cui si ricordano i maestri Severino Gazzelloni e Gastone Tassinari, primo flauto dell’Orchestra RAI di Milano), fornì a Rovesti un insegnamento fondamentale nell’esecuzione flautistica, considerandolo un talentuoso interprete dello strumento.
Franco allargò le sue conoscenze musicali con la frequentazione a Varese dell’amico Guido Salvetti, pianista, saggista e futuro direttore del Conservatori Verdi di Milano. Definitivamente trasferitosi con la famiglia a Rieti, iniziò un’attività didattica con l’insegnamento del flauto e dei rudimenti di solfeggio e piano. Tra i suoi allievi si annovera il flautista Sandro Sacco, oggi concertista e insegnante di flauto traverso. Rovesti approfondì il suo sapere musicale , grazie anche ai contatti avuti con il noto musicologo Lino Bianchi, arrivando ad elaborare un ponderoso testo sulla struttura musicale classico-romantica, che vide la luce solo per una minima parte riguardante gli “Aspetti strutturali e formali del silenzio” pubblicato nel 1994 dalla rivista di cultura musicale “Diastema”. A Radio Rieti tenne una serie di conversazioni propedeutiche all’ascolto della musica classica con una ricca esemplificazione di brani.
All’attività musicale affiancò lo studio delle materie letterarie, linguistiche, filosofiche, storiche e, in particolare, della psicoanalisi, materie tutte che approfondì con esperti, ma soprattutto da autodidatta. Poco noto al grande pubblico reatino sia per l’impossibilità a deambulare sia per il suo carattere modesto e riservato, Franco Rovesti frequentò un ristretto gruppo di amici sinceri che trovarono in lui la persona colta, spiritosa, d’animo buono e generoso pronta a dialogare su ogni problema personale o generale, a dispensare un consiglio, a seguire i suoi insegnamenti in campo musicale o in altri ambiti.
Negli ultimi anni, l’infermità degli anziani genitori, che seguì con impareggiabile amore filiale sino alla loro perdita, lo tennero lontano dagli amici e dagli studi più cari sino alla sua improvvisa scomparsa avvenuta il 23 marzo di quest’anno.
I fratelli Gianni e Fabrizio hanno quindi deciso di onorare la cara memoria di Franco con la donazione della maggior parte della sua straordinaria biblioteca a due enti culturali di Rieti: al Liceo Classico Statale “Marco Terenzio Varrone” vanno i numerosi volumi di carattere umanistico, mentre all’Associazione culturale Musikologiamo – progetto Musica in Ospedale al “San Camillo de’ Lellis” sono destinati i testi musicali e gli innumerevoli, e spesso pregevoli, spartiti per flauto, piano e orchestra.
Tutto questo perché rimanga memoria del Maestro Franco Rovesti e il suo amore per la cultura si possa tramandare alle generazioni future.”

Add comment November 18th, 2010

Intervista a Frontiera su Jazzid Area Festival 2010

Sesta edizione per il JazzID Area Festival

La musica motore di socialità

Dal 26 novembre all’11 dicembre l’Associazione Musikologiamo propone una
serie di eventi musicali che hanno per partner anche «Frontiera» e si
svolgono per due terzi nel teatro parrocchiale di Regina Pacis

di David Fabrizi

Il JazzID Area Festival, giunto alla sesta edizione, deve il suo nome
all’unione di due termini: “Jazz”, inteso come spazio di libertà
ragionata, e “ID”, inteso come indicatore di contenuti. Il JazzID è
quindi un contenitore aperto, in cui ai musicisti e al pubblico spetta
il compito dell’incontro e della scoperta.
Il festival per altro segue, già dall’anno scorso, l’idea di inventare
“altri spazi della musica”, ovvero di promuovere la musica in contesti
non propriamente musicali, per dimostrare come la questa possa operare
da catalizzatore intelligente per utilizzi inediti dei luoghi in
funzione di una nuova socializzazione. Una operazione interessante
perché presenta sfide al musicista e all’appassionato di musica peché si
trovano a confronto con spazi estranei o destinati ad altro, ma anche
perché suonare all’interno di luoghi alternativi è una via per mediare
al frazionamento e alla riduzione degli spazi pubblici, che a sua volta
produce fratture e scollamenti tra la vita quotidiana e la vita privata.
«Musikologiamo – ci ha detto il presidente dell’Associazione Antonio
Sacco – pensa che la musica abbia una sua natura “democratica”, che la
rende bene comune e alla portata di tutti, potendo funzionare come
canale di comunicazione tra le persone. Ciò detto, è ovvio che le spetta
anche una dimensione ludica, che la rende giustamente adatta a momenti
di distrazione e divertimento, capaci di trasformare lo spazio cittadino
da luogo di tensioni e stress a luogo della distensione».
Il tema di quest’anno è la “serendipity”. Ci spieghi cosa intendete?
«Serendipity è un neologismo che indica la piacevole sensazione che si
prova quando, cercando una cosa, se ne trova un’altra di maggior valore.
La nostra idea è che venendo al festival in cerca di musica, si torni
poi a casa arrichiti di altro: una nuova idea, un’impressione,
un’esperienza, un’amicizia».
In effetti oltre alla musica l’offerta prevede anche un incontro che
porta al centro il tema delle Creative Commons, e che coinvolge anche il
nostro giornale…
«È un esempio di quello che intendevo dire: gli Oprachina, il gruppo che
si esibisce in quella stessa data, lo abbiamo incontrato perché cercando
su internet materiale su Porta d’Arce è venuto fuori questo gruppo
romano, che di questo termine locale ha fatto il titolo di un brano. Un
fortunato caso di serendipity che si è intrecciato con il valore
aggiunto della distribuzione in Creative Commons (CC) dei brani della band».
Perché festival?
«Il festival va inteso secondo il senso arcaico della “festa”. È un
momento aggregativo capace di risolvere in sé una molteplicità di
contenuti ed esigenze. È nostra esperienza la capacità della musica di
portare le persone a provare emozioni profonde, ad aprire nuovi scenari,
a comprendere la diversità, a favorire il contatto con gli altri e
promuovere momenti di supporto reciproco. Ad esempio, in questa
direzione muove l’esperienza di Musica in Ospedale, che nell’ultima data
del JazzID di quest’anno festeggia i cinque anni di attività con un
recital cui saranno presenti quasi tutti i musicisti che si sono esibiti
nel nosocomio reatino».
L’anno scorso la scelta televisiva, poi incursioni musicali dal vivo nei
centri commerciali. Adesso l’esperimento in una struttura parrocchiale.
Quale è il posto della musica oggi?
«Tra questi che hai citato, la parrocchia è forse il luogo più normale
per la musica. In fondo la Chiesa ha sempre favorito e incoraggiato le
arti e tante partrocchie vantano cori anche di notevole livello. In ogni
caso va ringraziato don Fabrizio Borrello che ha avuto la sensibilità di
ospitare la manifestazione che, pur non avendo un carattere strettamente
religioso, contiene una proposta sana di incontro e partecipazione.
Quanto a dove va la musica oggi non è facile dirlo, perché diviene
sempre più oggetto di consumo e sempre meno è percepita come possibilità
di pensiero, come indagine spirituale, come compagna dell’azione, come
azione essa stessa. Centrare il primo concerto di questa edizione sulla
figura di un musicista, il maestro Franco Rovesti, ha anche lo scopo di
centrare questo problema; tanto più che dal ruolo della musica, non va
dimenticato, dipende anche la posizione del musicista nella società».
Al festival, insomma, corrisponde una voglia di comunicare oltre la
banalità…
«La musica, per sua stessa natura rompe il silenzio: non quello che
l’animo cerca con se stesso – che anzi favorisce – ma quello sociale,
quello dell’individuo isolato in un contesto che ha sempre meno tempo da
dedicare alla comprensione solidale. Il cadere della sesta edizione del
JazzID a ridosso delle feste di fine anno vuole anche parlare di questo
e proporre una riflessione in direzione di un impegno sociale costruito
anche sulle risorse artistiche del nostro territorio, con giornate
dedicate all’ascolto di musica diluite in un calendario di spettacoli
attinenti ai temi trattati».

Add comment November 16th, 2010

JAZZID AREA FESTIVAL VI^ EDIZIONE – 2010

Il JazzID Area Festival, giunto alla sesta edizione, deve il suo nome all’unione di due termini: “Jazz”, inteso come spazio di libertà ragionata, e ID, inteso come indicatore di contenuti. Il JazzID è quindi un contenitore aperto, in cui spetta ai musicisti e al pubblico il compito dell’incontro e della scoperta.
Il festival per altro segue, già dall’anno scorso, l’idea di inventare “altri spazi della musica”, ovvero di promuovere la musica in contesti non propriamente musicali, per dimostrare come la musica possa operare quale catalizzatore intelligente per utilizzi inediti dei luoghi in funzione di una nuova socializzazione. Una operazione interessante perché presenta sfide al musicista e all’appassionato di musica, che si trovano a confronto con l’estraneità degli spazi destinati ad altro, ma anche perché i suonare all’interno di luoghi alternativo è una via per mediare al frazionamento e alla riduzione degli spazi pubblici, che a sua volta produce fratture e scollamenti tra la vita quotidiana e la vita privata.
Musikologiamo pensa che la musica abbia una sua natura “democratica”, che la rende bene comune e alla portata di tutti, potendo funzionare come canale di comunicazione tra le persone. Ciò detto, è ovvio che le spetta anche una dimensione ludica, che la rende giustamente adatta a momenti di distrazione che divertimento, trasformando lo spazio cittadino da luogo di tensioni a luogo della distensione.
È esperienza di musikologiamo la capacità della musica di portare le persone a provare emozioni profonde, ad aprire nuovi scenari, a comprendere la diversità, a favorire il contatto con gli altri e promuovere momenti di supporto reciproco.
La musica, per sua stessa natura rompe il silenzio: non quello che l’animo cerca con se stesso, che anzi favorisce, ma quello sociale, quello dell’individuo isolato in una società che ha sempre meno tempo da dedicare alla comprensione solidale.
Il cadere della sesta edizione del JazzID a ridosso delle feste di fine anno vuole anche parlare di questo e proporre una riflessione in direzione di un impegno sociale costruito anche sulle risorse artistiche del nostro territorio, con giornate dedicate all’ascolto di musica diluite in un calendario di spettacoli attinenti ai temi trattati.

Add comment November 16th, 2010

JAZZID AREA FESTIVAL VI^ EDIZIONE – 2010

locandina-definitiva.jpg

Siamo giunti alla VI^ edizione del JAZZID AREA FESTIVAL – LE MENTI MUSICALI®, termine nato dall’unione tra le parole JAZZ, che nel gergo musicale di NEW ORLEANS vuol dire, improvvisare e ID, che nel mondo del WEB ha un significato importante, INDICATORE DI CONTENUTI, insieme formano JAZZID, in poche parole, un contenitore d’improvvisazione, continuando a seguire la filosofia di ALTRI SPAZI DELLA MUSICA, la quale nasce con la chiara intenzione di promuovere la musica in contesti particolari, dove proprio il linguaggio musicale può essere da tramite con vissuti differenti.
Si è ritenuto che tale esperienza possa determinare effetti positivi all’ambiente ed al contesto relazionale del luogo dove promuovere la combinazione di suoni.
L’idea che ha animato l’iniziativa è che essa possa essere aperta a tutti e vissuta come un
momento di distrazione che distenda e diverta, aprendo così uno spazio cittadino a momenti di
socializzazione.
La musica da questo punto di vista va ben oltre le parole costituendo un importante canale di
comunicazione.
L’intervento di Musikologiamo® rappresenta il tentativo, da parte dell’Associazione stessa, di portare all’interno del un luogo non consueto, la musica nelle sue diverse espressioni.
In un ambito diverso ogni appassionato della musica, oltre a doversi confrontare con l’estraneità degli spazi destinati ad altro, deve affrontare la sua nuova condizione di culture dell’arte di combinare i suoni, con la possibilità in alcuni casi di creare, promuovere, socializzare.
I suoni all’interno di un luogo alternativo possono rappresentare uno strumento per mediare la frattura tra la vita quotidiana e vita privata, mostrandosi come valido supporto nei confronti di tutti gli spettatori.
Altresì, la musica può portare l’individuo a provare emozioni profonde, aprire nuovi scenari
comunicativi, permettere il contatto del singolo con gli altri, e favorire momenti di supporto reciproco, ma soprattutto rompere il silenzio, che spesso caratterizza la condizione di tanti individui, nel periodo delle festività.
Un’iniziativa importante nei suoi contenuti con la chiara intenzione di dare importanti messaggi a tutti coloro che vorranno parteciparvi.
Costruito anche sulla conoscenza delle risorse artistiche del nostro territorio, con giornate dedicate all’ascolto di musica, programmando un calendario di spettacoli attinenti ai temi trattati.
Il progetto sarà realizzato nel periodo che va dal 26 novembre 2010 fino al 11 dicembre 2010.

Sabato 26 novembre 2010 ore 21.00 presso la SALA TEATRO della Chiesa di Regina Pacis a Rieti.

“MUSI TRIO” CONCERTO DEDICATO ALLA MEMORIA DEL M° FRANCO ROVESTI,

musicista scomparso nel mese di marzo di quest’anno, allievo di Arrigo Tassinari, flautista alla Scala dietro la direzione di Arturo Toscanini e importante rappresentate della scuola flautistica italiana (presso cui si sono formati flautisti del calibro di Severino Gazzelloni, Francesco Urciolo, Giancarlo Graverini, Ferdinando Staiano ed altri ancora).
Alla donazione dei libri, che saranno a disposizione a tutti coloro che vorranno conoscere o approfondire le proprie conoscenze musicali, seguirà anche una serie di manifestazioni musicali che ricorderanno il maestro Rovesti a partire da fine novembre e che accompagneranno il pubblico fino alle festività di Natale.
In tal modo Musikologiamo intende non solo proseguire il proprio percorso di promozione sociale della musica, ma evidenziare innanzitutto l’importanza dei musicisti quali testimoni di un impegno per la bellezza che passando per l’esercizio e l’acquisizione della tecnica restituisce valori umani e piaceri autentici ad una società distratta e immiserita.

Musiche di DONIZETTI, BITET, FAURE’, ROTA, MORRICONE, BOLLING, eseguite dai M° di Musica SANDRO SACCO (FLAUTO TRAVERSO), PAOLO PANICONI (PIANOFORTE) E VINCENZO SANTANGELO (VIOLONCELLO).

Sandro Sacco, nato a Rieti ha iniziato lo studio del Flauto Traverso con il M° Franco Rovesti, raggiungendo brillantemente il Diploma strumentale presso il Conservatorio di musica di L’Aquila, nell’anno accademico 1991-1992. Laureato con il massimo dei voti in Discipline musicale presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali “G. Briccialdi” con Tesi “Il Concerto per flauto ed orchestra da camera di K. Penderecki”. Significativa è stata la formazione realizzata con il Prof. Francesco Chirivì, in occasione del Biennio Sperimentale di II Livello presso il suddetto Istituto per quanto riguarda la prassi esecutiva, con il Prof. Fabio Maestri per la musica da camera e con il Prof. Pier Giuseppe Arcangeli per Storia ed Estetica della musica. E’ Diplomato in Musicoterapia presso il Corso Quadriennale di Musicoterapia del Centro Educazione Permanente di Assisi con Tesi: “Musicoterapia ed integrazione scolastica” e presso il Corso Triennale di Formazione in Musicoterapia della Scuola “Glass Harmonica” di Roma. E’ insegnante specializzato in virtù del Diploma Biennale di specializzazione conseguito attraverso la frequenza del Corso Biennale di specializzazione tenuto dall’Università Tor Vergata di Roma (Abstract della tesi è inserito nella Rivista dell’A.N.S.I. “Rinnovare la scuola” n. 15). Inoltre, è abilitato per le classi di concorso A032 e A031, educazione musicale nella scuola secondaria di I grado e di II grado e AG77, flauto nella scuola secondaria di I grado. Durante il percorso di studi in Conservatorio è stato selezionato per far parte della prima Orchestra Sinfonica Giovanile dei Conservatori di L’Aquila e Pescara – 1° Orchestra giovanile abruzzese – partecipando in qualità di I Flauto al Perdonanza Festival nel 1992. Ha frequentato corsi di perfezionamento flautistico con il M° Alain Marion (ex 1° Flauto dell’Orchestra Nazionale di Francia) raggiungendo il Diploma di merito, Marianne Eckstain (Docente della cattedra di Flauto Traverso presso il Conservatorio di “Santa Cecilia” di Roma) , Giampio Mastrangelo (titolare della cattedra di Flauto Traverso presso il Conservatorio “A. Casella” di L’Aquila), Carlo Tamponi (1° Flauto dell’Orchestra Sinfonica di S. Cecilia, corso triennale di perfezionamento), G. Schiavone (Docente di Flauto presso il Conservatorio di “Santa Cecilia” di Roma). In ambito musicoterapeutico ha frequentato laboratori con R. Benenzon, M. Scardovelli, M. Borghesi, D. Obereghelsbacher, G. Cremaschi Trovesi, M. E. Garςia e R. Burchi, in ambito di didattica musicale ha partecipato a corsi di aggiornamento e formazione con A. Conrado (per la vocalità), G. Piazza (Metodologia Orff-Schulwek), R. Cerlati (Tamburi), A. Horvath ( Metodo Kodaly). Ha collaborato con l’Orchestra Sinfonica giovanile della Regione Abruzzo, con l’Orchestra Sinfonica del Centro d’Italia, con l’Orchestra Orpheus in veste di I Flauto. Ha svolto intensa attività concertistica partecipando a Rassegne Internazionali quali, Perdonanza Festival, Concerti per l’Associazione Musicale Barattelli, Moto Perpetuo, Circeo BellaMusica, Concerti a Villa Medici e nella prestigiosa Sala degli Angeli a Palazzo Barberini nell’ambito della manifestazione supportata dalla Rivista delle Nazioni, Festa Internazionale della Musica, Museomusica, “Antiche Famiglie d’Europa” in collaborazione con il Parlamento Europeo e la Presidenza della Repubblica Italiana, Majellarte – Chieti, Festa Internazionale della Musica, Exclamate Jubilum in collaborazione con la Regione Abruzzo, 1° Rassegna Premio Roma 2002-2003, Festival Internazionale della Chitarra – Rieti 2003, Festival delle Menti Musicali, Jazzid Area Festival 2006 e 2007, Ribalta d’Estate, Certamen Varronianum, “I Suoni del Natale” in collaborazione con la Regione Lazio, Concerto Dedicato a Francesco Pennisi (con la realizzazione del CD), Festeggiamenti per S. Barbara nel Mondo, Jazzid 2007, Settimana Musicale Mirtense, 20 Eventi Arte contemporanea in Sabina con l’esecuzione in prima assoluta del brano “…l’ha trovata la luna” Notturno in forma di rondò per flauto in sol dedicato a Sandro Sacco di D. Santilli. Ha partecipato in qualità di Flauto solista all’esecuzione di opere di W. A. Mozart, A. Vivaldi, J.S. Bach e L. Leo collaborando con l’Orchestra Sinfonica del Centro d’Italia e l’Orchestra Giovanile I Philarmonici. Collabora con l’Orchestra Sinfonica del Centro d’Italia in qualità di 1° flauto e con l’Orchestra Sinfonica Italiana Monteverdi. Partecipa in qualità di ospite a programmi televisivi della RAI e incide per la casa discograficoVideoradio. Ideatore per conto dell’Associazione Culturale Musikologiamo del Progetto “Musica in Ospedale”, parte integrante del Progetto di Umanizzazione dell’Unità Operativa di Radioterapia Oncologica di Rieti negli anni 2006/2007/2008/2009. Docente di Ruolo presso la Scuola Secondaria di I grado.
Paolo Paniconi diplomato in pianoforte con il M° W. Fischetti e in Jazz con il M° P. Pecoriello presso il Conservatorio di Musica di L’Aquila ed ha frequentato per sette anni il Corso di Composizione sotto la guida del M° A. Cusatelli. E’ Diplomato al Corso di Didattica della Musica presso il Conservatorio di Musica di Roma. Si è perfezionato in arrangiamento jazz con il M° P. Principato e ha frequentato il corso di pianoforte jazz ed arrangiamento per Big Band con il M° R. Biseo presso il Saint Louis Music Center di Roma. Ha realizzato arrangiamenti per concerti tenutisi presso l’Auditorium Parco della Musica e presso l’Auditorium Pio XII di Via della Conciliazione di Roma. Compone “Ave Maria” per Soprano ed Orchestra d’archi, “For You” per quintetto di sassofoni, “Ave Verum” per Soprano, Flauto, Oboe ed Orchestra d’archi, “Ubi Minor” per Flauto, Oboe e Orchestra d’archi, “Essenza” per quintetto d’archi.
Vincenzo Santangelo ha intrapreso lo studio del violoncello sotto la guida del M° A. Noferini e continua la sua preparazione ed il perfezionamento strumentale con il M° D. Cianferra. Partecipa ai Seminari Internazionali di Formazione Orchestrale organizzati dalla Associazione “F. Fenaroli” della città di Lanciano (CH) tenutesi negli anni 1998, 1999 e 2008, suonando ai concerti finali sotto la direzione dei Maestri M. Bufalini, P. Mianiti, P. Bellugi, M. Caldi in qualità di primo violoncello. Collabora con l’ “Orchestra della Nuova Scarlatti” di Napoli in occasione dei concerti di capodanno. Ha al suo attivo diverse registrazioni per musica da film. Laureato in Giurisprudenza presso l’ Università degli Studi “Federico II “ di Napoli.

PROGRAMMA
26 NOVEMBRE 2010
CHIESA REGINA PACIS
G. DONIZETTI Trio per flauto, violoncello e pianoforte
G. DONIZETTI Sonata per flauto e pianoforte
G. BIZET dalla Carmen Entr’acte per flauto e pianoforte
G. FAURE’ Pavane per flauto e pianoforte
E. MORRICONE Tributo a Morricone in trio
N. ROTA Medley in trio
AA. VV. Musica per film in trio
C. BOLLING Sentimentale per flauto e pianoforte
C. SOURISSE Bahia la nuit per flauto e pianoforte
A. PIAZZOLLA Oblivion – Libertango in trio

Sabato 4 dicembre 2010 dalle 21.00 presso la Sala Teatro della Chiesa di Regina Pacis a Rieti concerto di OPRACHINA

Il quartetto italiano Oprachina ha mosso i primi passi nelle scorse edizioni della rassegna “Along Came Jazz, La Ricerca In Italia” organizzate a Tivoli e Roma.
Il gruppo è formato da:
• Massimo Bognetti, chitarra;
• Errico De Fabritiis, sassofoni;
• Fabio Fochesato, basso;
• Adriano Galinari, batteria.

Il repertorio è costituito da composizioni originali dove l’approccio jazzistico rappresenta elemento di raccordo tra le parti scritte, obbligate, e quelle improvvisate.

Il loro primo lavoro, intitolato “The Jazz Farm”, è rappresentato da un album “virtuale” composto da brani scritti e altri completamente improvvisati.
Trascorsi tre anni dalla pubblicazione on line ha totalizzato più di 100.000 downloads.
Può essere ascoltato e scaricato gratuitamente su Jamendo.com, we7.com, Lastfm.com e tanti altri social network.
Il nuovo album “Oprachina”, completamente autoprodotto, continua quelle esperienze con un miglior equilibrio delle parti.
Massimo Bognetti: chitarra, direttore e insegnante della Scuola di Musica “Etnofonie” in Roma, ha condotto diversi laboratori sulle figure musicali di Demetrio Stratos, Miles Davis, Eric Dolphy, Thelonius Monk, Soft Machine.
Con l’Opera Nomadi ha diretto il progetto “Formazione artisti Rom”.
Anni addietro con grande meticolosità e con ottimi risultati ha affrontato una ricerca monografica sulle composizioni di Wayne Shorter.
Ha diretto per l’Intuitive Insight di Nello Mangiameli una raccolta di brani in due cd per danze autopoietiche.
Errico De Fabritiis: sassofoni, insegnante, diplomato presso il Conservatorio D’Annunzio di Pescara, vive a Roma, dove ha collaborato con musicisti di diverse estrazioni. Con il chitarrista Giovanni Palombo dà vita al Zen Bel Jazz Quintet col quale realizza un concerto live per la Radio Vaticana e registra il lavoro discografico Zen Bel Jazz; alcuni brani di sua composizione sono stati arrangiati e riproposti anche dall’I.S. Ensemble Orchestra diretta da Paolo Damiani al Teatro Comunale di Matera.
Recentemente ha diretto il progetto “Bus Ned Revolution”, documento di musica estemporanea, e ha partecipato come sassofonista alla registrazione de Il Fuoco di Ned, curato da Gianfranco Tedeschi. Con l’ensemble qWert, ha partecipato alla prima esecuzione dell’opera Guernica di Daniele Del Monaco, presso l’Accademia Americana a Roma, al’interno del Festival di Nuova Consonanza 2007.
Fabio Fochesato: basso e contrabbasso, insegnante, lavora specialmente nel jazz e nella musica contemporanea.
E’ il contrabbassista dell’Orchestra a Plettro del “Circolo Mandolinistico Costantino Bertucci”, con un vasto repertorio che va dalla musica Barocca a quella contemporanea, collabora inoltre con la “Banda Larga Big Band” diretta da Elvio Ghigliordini (PMJO Auditorium Rome).
Adriano Galinari: batteria; insegnante, ha partecipato a numerosi eventi jazzistici, con molti musicisti italiani e stranieri, tra i quali, il mai dimenticato, sassofonista Massimo Urbani.
Alcune partecipazioni:
Edizioni 1999-2001-2004-2006 “Along Came Jazz, La Ricerca In Italia” Tivoli, Roma: rassegna internazionale.
Direttore Artistico: Enzo Pavoni
Agosto/Novembre/Dicembre 2000, Febbraio/Marzo 2001 Comune di Rieti: Nuove Tendenze nella Musica Contemporanea e rassegna: “Ricordo di Eric Dolphy”.
D.A.: Daniele Fabbro
7 agosto 2002 Vivaro Romano, “Musica italiana nella valle dell’Aniene”, “Etnica 2002″.
18 ottobre 2002 Serrone (Fr) prima edizione di “Ottobre Jazz”.
D.A.: Enzo Rocchi,
7 maggio 2005, Roma, Piazza Farnese, concerto per la giornata di lotta dei Restauratori organizzata dalla Fillea-CGIL.
14 luglio 2006 Roma, Estate alla Sapienza, concerto all’istituto di Fisica G. Marconi.
25 aprile 2007 Concerto per la Festa della Liberazione a Roma in Piazza S.Maria Consolatrice. organizzato dall’A.N.P.I.
Gennaio 2009 Cannes: Oprachina al Midem 2009, the best of Jamendo. Questi ultimi eventi: promozione e presentazione solamente.
3 ottobre 2010 Rieti, V^ Edizione Jazzid Area Festival.
D.A.: Musikologiamo
Settembre 2010: il nuovo album di OPRACHINA sarà prodotto dall’etichetta britannica
SLAM di George Haslam

Inoltre prima del concerto sarà allestito un mini dibattito con gli studenti delle Scuole Superiori di Rieti e Provincia sul tema “ LA MUSICA E LA LIBERTA’ DI DIFFUSIONE” e come le licenze Creative Commons offrono diverse articolazioni dei diritti d’autore per artisti, giornalisti, docenti, istituzioni e, in genere, creatori che desiderino condividere in maniera ampia le proprie opere secondo il modello “alcuni diritti riservati”.
Il detentore dei diritti puo’ non autorizzare a priori usi prevalentemente commerciali dell’opera (opzione Non commerciale, acronimo inglese: NC) o la creazione di opere derivate (Non opere derivate, acronimo: ND); e se sono possibili opere derivate, puo’ imporre l’obbligo di rilasciarle con la stessa licenza dell’opera originaria (Condividi allo stesso modo, acronimo: SA, da “Share-Alike”).
Le combinazioni di queste scelte generano le sei licenze CC, disponibili anche in versione italiana. Creative Commons è un’organizzazione non-profit. Le licenze Creative Commons, come tutti i nostri strumenti, sono utilizzabili liberamente e gratuitamente, senza alcuna necessita’ di contattare CC per permessi o registrazioni.
Per saperne di più, si avrà uno scambio di opinione con la presenza della testata giornalistica FRONTIERA, OPRACHINA, ANTONIO SACCO E GLUG RIETI.

Sabato 11 dicembre 2010 dalle ore 21.00 presso l’Auditorium Varrone con Musica in Ospedale RECITAL 2005-2010 con la partecipazione di:

M° Sandro Sacco (flauto traverso), M° Paolo Paciucci (chitarra classica), Coro Gospel Anima e Coro diretto dal M° A. Nisio, Coro Zenzeri, M°Emanuele Micacchi (pianoforte) Perla Brown (voce), Luca Di Benedetto (chitarra), Germano D’Ambrosio (voce), Michele Ferrauto (Tenore), Giulia Santarelli (chitarra classica), Eleonora Podaliri (pianoforte), Federica Eleuteri (Pianoforte), Massimiliano Tozzi (attore), Maria Rosaria De Rossi (Soprano), Chiara Bianchetti (pianoforte), Cecila Alegi (mezzo soprano), Roberto Fuccelli (fisarmonica), Valentina Cesarini (fisarmonica), Giacomo Grillo(chitarra classica).

A conclusione Musikologiamo ricorderà il M° Giovanni Marconicchio, musicista pop
…Ha regalato alla città di Rieti tanta bella musica popolare
Nei primi anni ’60, nei dintorni del viale Maraini, era un pò come vi vere in campagna. Poche case, lo zuccherificio e lo stabilimento della Viscosa a due passi, la sirena della fabbrica che scandiva il tempo, il treno che attraversava il viale mentre gli addetti fermavano le auto con il solo ausilio di una paletta. La palazzina «dello zuccherificio» è stata tra le prime ad essere costruite in zona.
”Lui abitava lì, al civico 24 di via Leonessa, a pochi metri dalla casa dell’autore di questo articolo. È solo per questo che mi permetto di iniziare con questo mio piccolo ricordo personale. Involontariamente infatti, Giovanni Marconicchio è parte delle mie memorie di infanzia e di quelle dei miei pestiferi compagni di gioco. In tutta la sua statura, solitamente nel suo completo grigio, per noi bambini, era quasi un gigante buono. Mi piace ricordarlo, già avanti negli anni, al ritorno dalle sue passeggiate a piedi oppure quando, con gesti lenti e abitudinari, metteva in moto la sua Fiat 127 e si avviava verso chissà quale ignota destinazione. Era un giornalista vecchio stile, Giovanni Marconicchio, di quelli che prima di fare una recensione, andavano a vedersi lo spettacolo. Polistrumentista, compositore, appassionato di lirica, potevi incontrarlo, nonostante l’età, nei concerti rock o durante le esibizioni, non sempre entusiasmanti, di un certo teatro «d’avanguardia». Qualche volta sembrava appisolarsi ma chiudeva solo gli occhi per un istante, ritornando forse indietro alla sua gioventù, alle sue storie, ai suoi ricordi, a quando le chitarre non erano ancora elettriche e magari in piena notte, si andava ancora a cantare la serenata sotto la finestra dell’innamorata”.

Add comment November 12th, 2010

Esce l’ultimo album di Antonio Sacco dal titolo “LE UNGHIE DELLE DONNE-THE TRIBAL SIN VOL.11″

  Catalogo professionale di musica libera

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Insieme per gioco , edizione 2010 (il videofotografico)

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INSIEME PER GIOCO

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INSIEME PER GIOCO

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