{"id":127,"date":"2008-02-23T14:18:21","date_gmt":"2008-02-23T12:18:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.musikologiamo.it\/?p=127"},"modified":"2008-02-23T17:44:27","modified_gmt":"2008-02-23T15:44:27","slug":"musica-in-ospedale-2005-2008","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.musikologiamo.it\/?p=127","title":{"rendered":"Musica in ospedale 2005-2008"},"content":{"rendered":"<p><a href='https:\/\/www.musikologiamo.it\/\/public\/2008\/02\/prof-santarelli-mario222.jpg' title='prof-santarelli-mario222.jpg'><img src='https:\/\/www.musikologiamo.it\/\/public\/2008\/02\/prof-santarelli-mario222.thumbnail.jpg' alt='prof-santarelli-mario222.jpg' \/><\/a><br \/>\nDal 2005 \u00e8 iniziata la realizzazione  all\u2019interno del Reparto di Radioterapia dell\u2019Ospedale S.Camillo de Lellis di Rieti un Progetto di Umanizzazione dell\u2019assistenza sanitaria in Oncologia avente l\u2019obiettivo di sostenere i pazienti affetti da tumore e le loro famiglie. Il progetto, attraverso la creazione di percorsi protetti , eventi , situazioni. aveva lo scopo di rendere agevole l\u2019approccio dei pazienti ad una realt\u00e0\u00a0 a volte dura e  alienante come un Ospedale. A tale progetto nel Dicembre 2005 \u00e8 stato assegnato da parte della Agenzia di Sanit\u00e0\u00a0 Pubblica del Lazio con il patrocinio della Regione Lazio e del Ministero della Salute, il \u201cPremio Regionale Eccellenza in Sanit\u00e0\u00a0\u201d. Un prestigioso riconoscimento che ha premiato oltre agli operatori e lo staff della Struttura, anche l\u2019impegno di Associazioni come l\u2019ALCLI Giorgio e Silvia,  Enti e soggetti privati che hanno creduto fortemente alla valenza solidaristica del progetto stesso.<br \/>\nAvevo da molto tempo in animo la  realizzazione di questo progetto, fin dai tempi della mia attivit\u00e0\u00a0 universitaria svolta per oltre 20 anni in un megaospedale come il Policlinico Umberto 1\u00c2\u00b0 di Roma.<br \/>\nIn quella megastruttura, da studente di medicina  ebbi modo di conoscere la vicenda di Gigi Ghirotti, un giornalista della Stampa e Corriere della Sera affetto da tumore che durante la sua degenza con  una specie di corrispondenza giornaliera scrisse le sue \u201clettere dalla malattia\u201d. Quegli scritti mi segnarono in maniera indelebile. \u201c\u00e2\u20ac\u00a6non c\u2019\u00e8 un parlatorio, un quadro, una TV, non c\u00e8 spazio per ascoltare musica; tutte cose banali ogni giorno facciamo anche in maniera annoiata. Tutto uguale, tutto grigio, tutto negato. L\u2019idea che in un ospedale si possa continuare o sviluppare una vita comunitaria sembra  non appartenere n\u00e8 al pensiero sanitario n\u00e8 alla tradizione architettonica italiana. Insomma gli ospedali si fanno standosene al di fuori dei malati e della malattia\u00e2\u20ac\u00a6risultato: sono scomparso come ammalato e mi sono trasformato in malattia\u00e2\u20ac\u00a6. \u201d<br \/>\nErano e sono parole forti. Da allora, erano gli anni &#8217;70, poco \u00e8 cambiato.<br \/>\nQuando abbiamo iniziato a lavorare a questo progetto, avevamo bene in mente queste parole.<br \/>\nMolti erano gli scettici ma ero sicuro della validit\u00e0\u00a0 del lavoro che ci attendeva.<br \/>\nIl momento musicale era un aspetto fondamentale del progetto.<br \/>\nL\u2019incontro con Antonio Sacco, Sandro Sacco e l\u2019Associazione  Culturale \u201cMusikologiamo\u201d \u00e8 stato naturale, quasi scontato. \u201cMusica in Ospedale\u201d era pronto praticamente da sempre ed aspettava solo di essere<br \/>\ninserito in un contesto importante. L\u2019Oncologia \u00e8 un contesto importante. La musica all\u2019interno di un Ospedale rappresenta un modo di sanare la frattura tra la vita quotidiana e l\u2019ospedalizzazione di soggetti estremamente deboli sia psicologicamente che fisicamente. Ci\u00f2 \u00e8 particolarmente vero in Reparti ad alto contenuto tecnologico come la radioterapia.<br \/>\nGradualmente il progetto \u00e8 stato allargato a pazienti ambulatoriali, familiari ed operatori ospedalieri. Un modo di vivere l\u2019Ospedale non solo dal punto di vista assistenziale ma anche come estensione e parte integrante di un territorio e di una comunit\u00e0\u00a0 piccola come Rieti.. Con Concerti organizzati quasi mensilmente nella grande hall dell\u2019accettazione all\u2019interno del Reparto e con varie animazioni musicali si \u00e8 cercato di evocare emozioni e nuove forme di comunicazione, favorendo cosi anche la socializzazione degli individui attorno a eventi culturali. Gruppi musicali anche importanti, sotto l\u2019oculata regia di Antonio Sacco, si sono sempre esibiti alla presenza di un foltissimo pubblico.<br \/>\nPersonalit\u00e0\u00a0 della cultura, della politica, della societ\u00e0\u00a0 civile partecipano sempre appoggiando concretamente \u201cl\u2019idea\u201d con commenti lusinghieri e con incoraggiamenti a proseguire su questa strada. Questo straordinario messaggio musical\/culturale \u00e8 stato oggetto di attenzione da parte di studenti universitari impegnati in tesi di laurea in Psicologia e sociologia.<br \/>\nTutto ci\u00f2 ci rende orgogliosi e ci sprona ad esplorare nuove vie sempre tese verso l\u2019obiettivo di dare una Sanit\u00e0\u00a0 umanizzata e a misura d\u2019uomo ove scompaia il paziente ed emerga la persona.<\/p>\n<p><strong>Mario Santarelli<br \/>\nPrimario Reparto di Radioterapia Oncologica   Ospedale S.Camillo de Lellis Rieti<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 2005 \u00e8 iniziata la realizzazione all\u2019interno del Reparto di Radioterapia dell\u2019Ospedale S.Camillo de Lellis di Rieti un Progetto di Umanizzazione dell\u2019assistenza sanitaria in Oncologia avente l\u2019obiettivo di sostenere i pazienti affetti da tumore e le loro famiglie. 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