{"id":2086,"date":"2025-04-25T11:41:40","date_gmt":"2025-04-25T09:41:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.musikologiamo.it\/?p=2086"},"modified":"2025-04-25T11:44:04","modified_gmt":"2025-04-25T09:44:04","slug":"25-aprile-pasqua-di-liberta-e-rinascita-di-un-popolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.musikologiamo.it\/?p=2086","title":{"rendered":"25 aprile: Pasqua di Libert\u00e0\u00a0 e Rinascita di un Popolo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <strong>25 aprile<\/strong>, giorno della Festa della Liberazione, \u00e8 stato definito l\u2019autentica <em>\u201cPasqua laica\u201d<\/em> della nuova Italia repubblicana e antifascista\u00e2\u20ac\u2039. Ogni anno questa data invita a una riflessione collettiva sul significato di <strong>rinascita<\/strong> e <strong>liberazione<\/strong>. \u00e0\u02c6 un momento in cui il Paese ricorda la fine di un lungo incubo di oppressione e celebra la resurrezione simbolica della patria: dal buio della dittatura si pass\u00f2 finalmente alla luce della libert\u00e0\u00a0 ritrovata\u00e2\u20ac\u2039. La portata storica ed emotiva di questo giorno fa s\u00ec che il 25 aprile non sia una semplice ricorrenza, ma un vero e proprio rito civile di memoria e identit\u00e0\u00a0 nazionale, intrecciando fede, politica e cultura in un\u2019unica narrazione di speranza.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span><i class=\"fas fa-arrow-right\"><\/i><\/span>Dal buio della tirannia alla speranza della Resistenza <\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per oltre vent\u2019anni l\u2019Italia visse sotto il giogo della dittatura fascista, privata delle libert\u00e0\u00a0 fondamentali e trascinata nella tragedia della Seconda Guerra Mondiale. In quegli anni bui molti italiani sperimentarono cosa significhi perdere la libert\u00e0\u00a0, scoprendo che <strong>\u201cla libert\u00e0\u00a0 \u00e8 come l\u2019aria: si capisce quanto valga quando viene a mancare\u201d<\/strong>. Dopo l\u20198 settembre 1943 il Paese si spezz\u00f2: l\u2019occupazione nazista e la nascita della Repubblica di Sal\u00f2 inondarono l\u2019Italia di violenze, deportazioni e terrore. Eppure, proprio in quel periodo oscuro germogli\u00f2 il seme della <em>Resistenza<\/em>. Uomini e donne comuni \u2013 contadini, operai, studenti, soldati sbandati \u2013 scelsero di prendere le armi o di sostenere in ogni modo la lotta partigiana, dando vita a un vasto movimento popolare deciso a riscattare l\u2019onore e la libert\u00e0\u00a0 della nazione. Molti di loro pagarono con la vita la propria scelta: sulle montagne, nelle citt\u00e0\u00a0, nelle carceri e nei campi di concentramento, migliaia di italiani caddero <em>\u201cper riscattare la nostra libert\u00e0\u00a0\u201d<\/em>, e fu <strong>l\u00ec<\/strong> che nacque la nuova Italia democratica\u00e2\u20ac\u2039. Il sangue dei martiri della Resistenza divenne il seme di una patria nuova, cos\u00ec come dal sacrificio nasce la redenzione nelle tradizioni religiose.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non mancarono riferimenti spirituali in questa epica lotta tra oppressione e liberazione. Alcuni partigiani vissero la propria battaglia come una missione quasi sacrale, in cui il richiamo alla <strong>resurrezione<\/strong> era esplicito. Celebre \u00e8 la <em>Preghiera del Ribelle<\/em> scritta dal giovane partigiano <strong>Teresio Olivelli<\/strong>, in cui invoca Dio con parole ispirate al Vangelo: <em>\u00c2\u00abTu che dicesti: \u201cIo sono la resurrezione e la vita\u201d, rendi nel dolore all\u2019Italia una vita generosa e severa\u00c2\u00bb<\/em>\u00e2\u20ac\u2039. In queste righe, concepite da un uomo pronto a dare la vita per la libert\u00e0\u00a0 altrui, l\u2019anelito religioso si fonde con quello civile: la sofferenza collettiva viene offerta affinch\u00e8 l\u2019Italia rinasca, proprio come il Cristo risorto dopo il Calvario. Molti resistenti, pur laici o di diverso credo, sentivano di partecipare a una sorta di passione e resurrezione nazionale: <strong>dall\u2019oscurit\u00e0\u00a0 della tirannia rinasceva la speranza<\/strong>\u00e2\u20ac\u2039. Quella speranza aliment\u00f2 la loro forza d\u2019animo nei giorni pi\u00f9 difficili, rendendo la Resistenza una lotta non solo politica ma anche etica e spirituale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span><i class=\"fas fa-arrow-right\"><\/i><\/span>L\u2019alba del 25 aprile 1945: <em>\u201cArrendersi o perire!\u201d<\/em> <\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo mesi e mesi di combattimenti clandestini, di sacrifici e coraggio, arriv\u00f2 finalmente <strong>la primavera del 1945<\/strong>. Mentre gli Alleati avanzavano risalendo la penisola e sfondando la Linea Gotica, i partigiani intensificavano le azioni contro gli occupanti nazifascisti. Il clima in quei giorni di aprile era carico di tensione ma anche di trepidante attesa: qualcosa di grande stava per accadere. La svolta giunse all\u2019alba del <strong>25 aprile 1945<\/strong>, quando dal Nord Italia part\u00ec l\u2019insurrezione generale. A Milano, il futuro Presidente <strong>Sandro Pertini<\/strong>, allora esponente del Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, lanci\u00f2 attraverso la radio un proclama storico:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u00c2\u00abCittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l\u2019occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. [\u00e2\u20ac\u00a6] Ponete i tedeschi di fronte al dilemma: <em>arrendersi o perire<\/em>.\u00c2\u00bb<\/strong>\u00e2\u20ac\u2039<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Queste parole risuonarono come una tromba della liberazione in tutta la citt\u00e0\u00a0. Il popolo milanese \u2013 e presto quello di molte altre citt\u00e0\u00a0 del Nord \u2013 raccolse l\u2019appello: i partigiani scesero dalle colline e comparvero nelle strade, mentre operai e cittadini insorsero occupando punti nevralgici, disarmando i presidi fascisti ancora rimasti. A <strong>Genova<\/strong> e <strong>Torino<\/strong> i resistenti avevano gi\u00e0\u00a0 avviato la sollevazione nei giorni immediatamente precedenti, e ora l\u2019insurrezione dilagava ovunque\u00e2\u20ac\u2039. Ovunque sventolava il tricolore, nascosto e custodito gelosamente per anni, ora finalmente libero di tornare a splendere al sole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In poche ore molte citt\u00e0\u00a0 del settentrione si scrollarono di dosso l\u2019oppressore. I comandi nazisti, colti di sorpresa e ormai in ritirata, trattavano la resa o venivano sopraffatti. Persino il Duce, <strong>Benito Mussolini<\/strong>, in quelle ore disperate tent\u00f2 la fuga travestito da soldato tedesco: lascer\u00e0\u00a0 Milano proprio il 25 aprile, diretto verso una vana salvezza, solo per essere catturato dai partigiani pochi giorni dopo, mettendo fine a vent\u2019anni di tirannide. Il mito del fascismo crollava definitivamente, trascinato via dalla storia insieme alle macerie della guerra.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span><i class=\"fas fa-arrow-right\"><\/i><\/span>La gioia della Liberazione: un popolo risorge <\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella giornata memorabile di aprile assunse presto i contorni di una festa improvvisa e commossa. <strong>\u201cChe emozione, la libert\u00e0\u00a0\u201d<\/strong>, scrisse un cronista milanese nel descrivere quelle ore. Dopo tanti anni di paura, finalmente la notizia tanto attesa correva di bocca in bocca: <em>la guerra \u00e8 finita!<\/em> Le campane delle chiese cominciarono a <strong>suonare a festa<\/strong>, come in un giorno di Pasqua, mentre folle di persone si riversavano nelle strade col tricolore in mano e nel cuore la speranza di riabbracciare presto i propri cari lontani\u00e2\u20ac\u2039. In ogni piazza esplosero abbracci e canti liberatori; sconosciuti si stringevano come fratelli, uniti dalla gioia incontenibile di sentirsi di nuovo liberi. Molti intonarono canzoni fino ad allora proibite: su tutte, <em>Bella ciao<\/em>, il canto dei partigiani, le cui strofe riecheggiavano come un inno di rinascita. <em>\u00c2\u00abUna mattina mi son svegliato, e ho trovato l\u2019invasor\u00e2\u20ac\u00a6\u00c2\u00bb<\/em> risuonavano le parole ormai liberatorie. Da quel giorno, questa canzone sarebbe divenuta il simbolo stesso della Liberazione, cantata ogni 25 aprile in tutta Italia per celebrare la libert\u00e0\u00a0 riconquistata\u00e2\u20ac\u2039.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quei momenti, la <strong>Pasqua di resurrezione<\/strong> e la liberazione terrena si fusero in un\u2019unica esperienza emotiva. La primavera del 1945 divenne per gli italiani una stagione di rinascita: ai fiori nei campi e nei giardini corrispondeva una nuova fioritura civile. Come la pietra rotolata via dal sepolcro nel Vangelo, cos\u00ec le macerie morali e materiali del fascismo venivano rimosse, lasciando entrare la luce. Il 25 aprile fu vissuto da molti come un nuovo inizio, una pagina bianca su cui scrivere il futuro dopo anni di buio. <strong>Dalla guerra si passava alla pace, dalla schiavit\u00f9 alla libert\u00e0\u00a0, dalla morte alla vita<\/strong> \u2013 non solo in senso metaforico, ma concreto\u00e2\u20ac\u2039. Il popolo italiano, provato ma non vinto, quel giorno <strong>\u201crisorse\u201d<\/strong> come comunit\u00e0\u00a0 nazionale libera e democratica. Nel sorriso dei bambini tornati a giocare per strada, nelle lacrime degli anziani che avevano visto troppe sofferenze, si poteva scorgere la stessa luce di speranza che, per i credenti, illumina il mattino di Pasqua.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span><i class=\"fas fa-arrow-right\"><\/i><\/span>Dalla Liberazione alla democrazia: il paese rinasce <\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Liberazione del 25 aprile 1945 non segn\u00f2 soltanto la fine di un regime e di un conflitto: fu l\u2019atto di nascita di una <strong>nuova Italia<\/strong>. Subito dopo la guerra, il popolo italiano fu chiamato a costruire dalle macerie un edificio politico e sociale inedito, fondato sui valori per cui tanti partigiani avevano lottato. Gi\u00e0\u00a0 l\u2019anno seguente, il <strong>22 aprile 1946<\/strong>, su proposta del presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, il Luogotenente del Regno <strong>Umberto II di Savoia<\/strong> eman\u00f2 un decreto che sanciva ufficialmente: <em>\u00c2\u00abA celebrazione della totale liberazione del territorio italiano, il 25 aprile 1946 \u00e8 dichiarato festa nazionale\u00c2\u00bb<\/em>\u00e2\u20ac\u2039. Pochi mesi dopo, il <strong>2 giugno 1946<\/strong>, gli italiani \u2013 <strong>donne<\/strong> finalmente incluse \u2013 si recarono alle urne in una storica consultazione popolare. Con un referendum sancirono la fine della monarchia complice del fascismo e la nascita della <strong>Repubblica<\/strong>. Nello stesso giorno elessero un\u2019Assemblea Costituente incaricata di dare al paese una nuova carta fondamentale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il legame tra la Liberazione e la nuova <strong>Costituzione<\/strong> repubblicana fu profondo e immediato. I principi di libert\u00e0\u00a0, uguaglianza e giustizia sociale che animarono la Resistenza divennero l\u2019ossatura del testo costituzionale entrato in vigore il 1\u00c2\u00b0 gennaio 1948. Come ricord\u00f2 efficacemente il giurista <strong>Piero Calamandrei<\/strong>, dietro ogni articolo di quella carta \u201cci sono giovani come voi, fucilati, impiccati, caduti nelle montagne o morti nei campi, <em>dovunque \u00e8 morto un italiano per riscattare la nostra libert\u00e0\u00a0, perch\u00e8 \u00e8 l\u00ec che \u00e8 nata la nostra Costituzione<\/em>\u201d\u00e2\u20ac\u2039. La Costituzione repubblicana fu dunque figlia diretta del 25 aprile: nata dal sacrificio di centomila caduti e dal risveglio morale di una nazione intera, essa rappresent\u00f2 la codifica della <em>rinascita<\/em> italiana in valori e diritti destinati a durare nel tempo. In virt\u00f9 di quel fondamento, l\u2019Italia pot\u00e8 risollevarsi dall\u2019abisso e presentarsi al mondo con dignit\u00e0\u00a0 ritrovata. <strong>\u201cLa Resistenza contro il nazifascismo \u2013 ha sottolineato il Presidente Sergio Mattarella \u2013 contribu\u00ec a risollevare l\u2019immagine e a recuperare il prestigio del nostro Paese. Fu a nome di questa Italia risorta che Alcide De Gasperi pot\u00e8 presentarsi a testa alta alla Conferenza di pace di Parigi. Questo riscatto, il sangue versato, questo ritrovato onore nazionale lo celebriamo oggi.\u201d<\/strong> Le parole del Presidente, pronunciate a distanza di ottant\u2019anni, ribadiscono come la Liberazione resti il fondamento dell\u2019identit\u00e0\u00a0 democratica italiana: un riscatto collettivo che diede nuova vita alla nazione.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span><i class=\"fas fa-arrow-right\"><\/i><\/span>Memoria collettiva e riti civili: l\u2019eredit\u00e0\u00a0 del 25 aprile <\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da quel 1945 ad oggi, il <strong>25 aprile<\/strong> \u00e8 divenuto per gli italiani molto pi\u00f9 che una semplice data storica \u2013 \u00e8 un patrimonio di <strong>memoria collettiva<\/strong> e un pilastro dell\u2019<strong>identit\u00e0\u00a0 nazionale<\/strong>. Ogni anno, generazione dopo generazione, la sua celebrazione rinnova il patto ideale stipulato tra i caduti di ieri e i vivi di oggi. In ogni citt\u00e0\u00a0 e paese d\u2019Italia, dal Nord al Sud, il 25 aprile si svolgono cerimonie ufficiali e manifestazioni popolari per onorare il sacrificio dei partigiani e ribadire l\u2019importanza dei valori democratici conquistati con la Resistenza. Le autorit\u00e0\u00a0 depongono corone d\u2019alloro nei luoghi della memoria \u2013 monumenti, lapidi, cippi partigiani \u2013 accompagnate spesso dalle note del <em>Silenzio<\/em> e dell\u2019inno nazionale. Nelle piazze risuonano discorsi commemorativi e canti come <strong>\u201cBella ciao\u201d<\/strong>, intonati non solo dai cori ma spesso da tutta la comunit\u00e0\u00a0 all\u2019unisono, in un abbraccio ideale tra passato e presente. Questi <strong>riti civili<\/strong> \u2013 la parata dei gonfaloni comunali, le bandiere tricolori sui balconi, il corteo che sfila magari sotto la pioggia primaverile \u2013 costituiscono una vera <em>liturgia laica<\/em> annuale della Repubblica, attraverso cui il Paese <strong>ricorda, rivive e rinnova<\/strong> i valori fondanti della propria libert\u00e0\u00a0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La <strong>memoria<\/strong> del 25 aprile \u00e8 anche fatta di volti e di storie tramandate. I pochi partigiani ancora in vita, ormai molto anziani, partecipano quando possono alle celebrazioni raccontando ai pi\u00f9 giovani la propria esperienza, affinch\u00e8 il ricordo rimanga vivido e significativo. Nelle scuole si insegna ai ragazzi cosa avvenne in quel lontano 1945, affinch\u00e8 comprendano che la libert\u00e0\u00a0 di cui godono ebbe un prezzo altissimo e che spetta a loro custodirla. In molte famiglie italiane si conservano gelosamente lettere dal fronte, fotografie sbiadite di un nonno con il fazzoletto partigiano al collo, medaglie al valore: frammenti di memorie private che compongono il grande mosaico della memoria nazionale. Cos\u00ec, la storia della Liberazione non \u00e8 un racconto astratto, ma vive nei ricordi tramandati e nei <strong>riti condivisi<\/strong> ogni anno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ogni 25 aprile, l\u2019Italia intera \u2013 pur con le sue divisioni politiche e generazionali \u2013 indossa il tricolore della gratitudine e della speranza. \u00e0\u02c6 un giorno per <em>ringraziare<\/em> chi combatt\u00e8 allora, ma anche per <em>riflettere<\/em> sul presente e sul futuro: le sfide della democrazia, la necessit\u00e0\u00a0 di vigilare contro ogni rigurgito di odio e autoritarismo, l\u2019importanza di restare uniti nei valori costituzionali. La Festa della Liberazione \u00e8 perci\u00f2 un <strong>ponte tra passato e futuro<\/strong>, un momento in cui la nazione si guarda allo specchio delle proprie radici antifasciste per trovare la direzione verso un domani di pace. Il 25 aprile <strong>\u201csegn\u00f2 la fine del nazifascismo e la riconquista della libert\u00e0\u00a0 in Italia\u201d<\/strong>, e da allora simboleggia la capacit\u00e0\u00a0 di un popolo di risollevarsi dalle ceneri pi\u00f9 oscure.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo senso profondo, il 25 aprile \u00e8 davvero una <strong>Pasqua di rinascita civile<\/strong>: come nella liturgia pasquale si rinnova ogni anno la fede nella vittoria della vita sulla morte, cos\u00ec ogni anno in Italia si rinnova la fede nella vittoria della libert\u00e0\u00a0 sulla tirannia. Nell\u2019osmosi simbolica tra Pasqua e Liberazione, la resurrezione non \u00e8 soltanto un dogma religioso ma diventa metafora tangibile di un popolo che risorge. E il messaggio universale che scaturisce da questa giornata \u00e8 che la <em>libert\u00e0\u00a0, una volta conquistata, va difesa e coltivata con cura<\/em>. Come recita un motto ormai entrato nel lessico civile italiano: <strong>ora e sempre Resistenza<\/strong>. In quelle tre parole \u2013 semplici ma potentissime \u2013 \u00e8 racchiuso l\u2019impegno di ieri, di oggi e di domani: custodire la memoria del passato e testimoniare, con la vita quotidiana di ciascuno, i valori per cui il 25 aprile 1945 un\u2019intera nazione \u00e8 rinata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u201cIl 25 aprile\u201d<\/strong>, in definitiva, <strong>\u201crappresenta per il nostro paese un momento di svolta e di rinascita\u201d<\/strong>\u00e2\u20ac\u2039. \u00e0\u02c6 la storia di una <em>trasformazione collettiva<\/em>: dal silenzio imposto alla voce ritrovata, dalla paura alla dignit\u00e0\u00a0, dalla morte alla vita. \u00e0\u02c6 la festa di tutti coloro che credono nella libert\u00e0\u00a0 e nella democrazia, un racconto corale che continua a essere scritto ogni anno, ogni volta che un italiano ricorda e celebra quei giorni del 1945. In quell\u2019abbraccio ideale tra generazioni, in quella gratitudine che s\u2019innalza come canto, vive lo spirito eterno della Liberazione. <em>Buon 25 Aprile<\/em>: possa il ricordo di quella <strong>rinascita<\/strong> continuare ad illuminare il cammino della nostra comunit\u00e0\u00a0, oggi come allora.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ora e sempre, Libert\u00e0\u00a0.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 25 aprile, giorno della Festa della Liberazione, \u00e8 stato definito l\u2019autentica \u201cPasqua laica\u201d della&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2089,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[982,996,995,988,979,992,986,983,981,993,482,994,989,522,991,980,985,984,990,987],"class_list":["post-2086","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news","tag-25aprile","tag-25aprilesempre","tag-antifascismo","tag-costituzione","tag-festadellaliberazione","tag-giustizia","tag-identitanazionale","tag-italialibera","tag-liberazione","tag-liberta","tag-memoriastorica","tag-oraesempreresistenza","tag-orazionecivile","tag-pace","tag-pasqualaica","tag-resistenza","tag-resurrezionecivile","tag-rinascita","tag-storiaitaliana","tag-valoridemocratici"],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.musikologiamo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/25-aprile-2025.jpeg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.musikologiamo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2086","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.musikologiamo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.musikologiamo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musikologiamo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musikologiamo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2086"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.musikologiamo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2086\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2087,"href":"https:\/\/www.musikologiamo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2086\/revisions\/2087"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musikologiamo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/2089"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.musikologiamo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2086"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musikologiamo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2086"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musikologiamo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2086"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}